| Abbazia |
IGM. A giudicare dal nome si suppone che si tratti di terreni appartenenti un tempo ad un’abbazia. Considerato che nei territori confinanti di Bagnaria Arsa e di Gonars è effettivamente attestata (secc. XIII-XIV) la presenza di fondi dell’Abbazia di Moggio, questa ipotesi non sarebbe del tutto infondata. Ma vista la totale mancanza di attestazioni antiche (compreso il nutritissimo Catasto Napoleonico) ed il fatto che pure il Deluisa non ne trovò traccia nei documenti, propendiamo per un toponimo di coniazione moderna. |
| Abbeveratoia |
XX sec. “...abbeveratoia Frangipane....” (Vale 1935, 4). Da un cognome di proprietari. |
| Aclus |
XV sec. “Aclus” (STC). Presso Malisana. Cfr. la diffusa voce toponimica friulana clûs “terreno chiuso, recintato”, rintracciabile pure nelle forme aclût, aclûs, naclûs (< *ad-clausu *in-ad-clausu, NP 3,1335). |
| Agenzia |
Agenzia Nº 1-2-3-4-5 ecc. ” (IGM). Denominazioni dei comparti autonomi in cui si suddivideva la grande azienda agricola, risalenti al periodo delle bonifiche, negli anni 1930 e 1940. Non è chiaro lo sviluppo di questo termine (con significati alquanto diversi in italiano) che sembra senza confronti in altre aree soggette a grossi riordini fondiari. |
| Annia |
II sec. a. C. “Via Annia”: in prosecuzione della via Popillia (che risaliva da Rimini ad Adria attraverso il delta padano) nel 131 a.C. “era condotta da Adria ad Aquileia la via Annia per opera di Tito Annio Rufo” (Bosio 1981, 47). Dopo la mutatio Ad undecimum, nell’attuale territorio di S. Giorgio di Nogaro, la via piegava a sud-est verso Aquileia passando nei pressi dell’odierna chiesetta del cimitero di Malisana e sul ponte dell’Aussa che riceverà nel basso medioevo il nome di Ponte Orlando. Alla fine dell’età antica la strada (rovinata dalle esondazioni di acque di fiumi e paludi e dall’incuria umana) verrà abbandonata ed il suo nome latino “ufficiale” dimenticato. |
| Antonina |
(friul.) Antunìne. 1811 ”Roggia Antonina” (CN); MT; XX sec. “...nella presa denominata Antonina sul fiume Ausa esistevano 50 anni fa ... gli avanzi d’un ponte romano ...” (Vale 1935, 3). Il nom |
| Anturis |
1464 “Anturis” (DT). Esito non raro di un antico *Altùris: modeste elevazioni dei terreni sulla riva dei fiumi oppure, come nel caso di Alture di Perteole, piccoli dossi di origine antropica sul sito di insediamenti risalenti all’antichità se non addirittura alla protostoria, come nel caso dei tumuli del medio Friuli. |
| Ara del cep |
XVIII-XIX secc. (Dentesano, m.s. sui Comunali di Gonars). La zona, già sotto Gonars, corrispondente alle moderne denominazioni Castello e Risa. Si tratta, per quanto riguarda il primo elemento, di uno dei tanti idronimi e microtoponimi del basso Friuli e delle Lagune friulane e venete che riflettono la voce àra / àre “fosso, piccolo canale di palude”. La seconda parte invece rimane sub judice: potrebbe rappresentare uno dei rari riscontri toponimici dell’antroponimo friulano medievale Ceppe, che a sua volta sembra riflettere il friul. cèp ‘stirpe’ o un poco documentato cèpe ‘ceppo d’albero’ o ancora un antico antroponimo germanico. → Grand’Ara, → Arate, → Aris . |
| Arate |
“Arate” (a nord di Torviscosa, Dentesano 1997, 92): forma dispregiativa della voce idronimica àre “piccolo canale”. → Aris |
| Aratori |
1811 “Aratori di sopra”(CN). Arativi. |